venerdì, Settembre 30, 2022

Da Trapani a Cagliari, mare piatto e calma apparente

Questa mattina Trapani s’è svegliata con una bestia al porto. Niente balene. Ad avanzare lento era un sottomarino di medie dimensioni ultra tecnologico tra i più innovativi sulla piazza tanto da permettere prestazioni molto avanzate e particolarmente notevoli, nel settore dell’autonomia occulta, delle segnature, del sistema elettroacustico e di lancio delle armi.

Nello specifico, quello che galleggiava a pelo d’acqua in rada era un MMI Salvatore Todaro classe Todaro (U212A) realizzato in Italia dalla Fincantiere per la Marina Militare

Un sottomarino nato dalla collaborazione con la Germania, la classe tedesca Type 212 (tedesco: U-Boot-Klasse 212A), e anche l’italiana classe Todaro, sono sottomarini diesel-elettrici sviluppati da Howaldtswerke-Deutsche Werft AG (HDW) per le marine tedesche e italiane.

Sono “bestie” dotate di propulsione diesel e un ulteriore sistema di propulsione indipendente dall’aria (AIP) che utilizza celle a combustibile a idrogeno compresso con membrana a scambio protonico della Siemens (PEM). In parte a causa della disposizione a “X” dei timoni di poppa, il Tipo 212 è in grado di operare in appena 17 metri d’acqua, permettendogli di avvicinarsi molto alla costa rispetto alla maggior parte dei sottomarini contemporanei. Ciò gli conferisce un vantaggio nelle operazioni segrete, poiché i commando equipaggiati con SCUBA che operano dal sottomarino possono emergere vicino alla spiaggia ed eseguire la loro missione più rapidamente e con meno sforzo.

Cittadini, più e meno curiosi, al porto trapanese hanno fatto il pieno di selfie mentre all’orizzonte il mare continuava a sembrare calmo.

Nel frattempo, però, nella non molto distante Sardegna, a Cagliari, da ieri, senza preavviso, un altro porto è stato preso d’assalto da navi da guerra in esercitazione. Un vero e proprio stato d’assedio che ha blindato la città. E se il comando a non respirare arriva dall’acqua, il divieto a non muovere nemmeno un filo d’aria è preso alla lettera tanto che un Boeing E-3A Airborne Warning & Control System, uno degli aerei in capo alla Nato, ha fatto oltre 20 giri sul circuito sardo-centrale per almeno sei ore di sorvolo con quel radar a forma di “disco volante” sulla parte superiore dell’aereo proteso a monitorare i cieli dell’Isola. Riporta la l’Unione Sarda che aggiunge: C’è da domandarsi il motivo per il quale è stato deciso di dispiegare un aereo di tale portata sui cieli della Sardegna proprio quando la stessa Nato aveva disposto l’utilizzo dell’intera flotta a presidio dello spazio aereo sul fronte di guerra per assicurare e proteggere gli alleati.

Che le operazioni in mare, terra e aria siano sempre più ad alta intensità lo si evince dal Notam, il Notice to Air Missions, un vero e proprio allarme per i cieli sardi in cui le autorità aeronautiche mettono in allerta tutti i piloti di aeromobili di potenziali pericoli lungo una rotta di volo o in un luogo che potrebbe influenzare il volo stesso.

Un pericolo aeronautico segnalato da una cartina di dettaglio che riproduciamo da cui si rileva uno spazio aereo con pochissimi margini di manovra. Sul fronte occidentale e soprattutto orientale della Sardegna, verso il Tirreno, non esiste uno spazio aereo non interdetto. Solo pochissimi corridoi di volo, sempre circoscritti in aree interdette. Sul teatro di “guerra” oggi entreranno in azione anche le portaerei italiane, la Cavour e la Garibaldi.”

Le navi  nell’ambito dell’esercitazione Mare Aperto 2022  che coinvolge sette Paesi Nato, restano al porto (dove al momento il rapporto è di una nave civile a 9 militari) anche se solitamente, nonostante le esercitazioni in corso, venivano fatte sgomberare. Qui, fino al 22,tutto resta com’è con l’impego di 4.000 tra donne e uomini e oltre 65 tra navi, sommergibili, velivoli ed elicotteri, in azione tra l’Adriatico, lo Ionio, il Canale di Sicilia e il Tirreno.

La Difesa fa sapere che “le forze in campo si eserciteranno nel dominio marittimo, i cui connotati si sviluppano anche nei contesti aereo e terrestre, e in quelli innovativi dello spazio e della cyber-security,

simulando scenari ad alta intensità e in veloce mutamento attraverso cui verificare le capacità di intervento in svariate aree, dalla prevenzione e il contrasto di traffici illeciti, alla lotta contro minacce convenzionali e asimmetriche, secondo uno scenario realistico con approccio centrato sul concetto di Multi-Domain Operations (MDO) ed esplorando nuove combinazioni di impiego delle forze assegnate”.

Quel che è certo è che più di qualcosa si muove e che in qualche modo, anche da queste parti, queste “bestie” dovevano pur arrivare e, non per le vacanze.

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