mercoledì, Novembre 30, 2022

Niente più scuse per i pagamenti con i Pos ma, restano care le spese per gli esercenti

Il pagamento con la moneta virtuale era già entrato in vigore oltre 10 anni fa ma, da parte di alcuni esercenti, commercianti, artigiani e liberi professionisti, erano le scuse le uniche ad essere divenute obbligatorie.

Tra le più gettonate: il Pos è guasto, non c’è linea, non si accettano i pagamenti sotto i 5 euro o, la più infima “non è obbligatorio”.

Una risposta, quest’ultima, a cui nessuno sapeva effettivamente rispondere perché, se da un lato l’obbligatorietà esisteva, dall’altro mancavano le sanzioni che, dal 30 giugno 2022, sono invece scattate con il decreto decreto legge numero 36

È stata proprio l’Europa ad aver chiesto (tra le misure da mettere in campo per il PNRR) di attuare iniziative per il contrasto all’evasione fiscale.

La multa parte da 30 euro più il 4% della transazione rifiutata. Una misura che serve a scoraggiare comportamenti scorretti, come quello di richiedere un minimo di spesa per l’uso della carta o maggiorazioni dei costi per compensare i costi di utilizzo del Pos.

A storcere il naso sono stati proprio gli esercenti della resistenza ( non soltanto  bar e ristoranti, ma edicole, tabaccai, tassisti, artigiani e professionisti ecc )i quali lamentano un “vero e proprio salasso”.

“Accettare un pagamento elettronico è antieconomico a causa delle commissioni” affermano: Sul totale  “strisciato”, infatti, una percentuale va alle banche che prendono una percentuale anche per l’affitto del pos, spese una tantum e l’eventuale manutenzione.

In Italia, le banche fanno fanno firmare contratti e documenti  che informano cone il costo può arrivare fino al 5% dell’importo.

L’Unione Europea di fatto ha tagliato le commissioni interbancarie allo 0,2% quando si usa il bancomat e allo 0,3% per le carte di credito o debito.

In realtà,  la commissione media pagata è dello 0,9%. Lo 0,54% finisce ai circuiti internazionali come Visa o Mastercard mentre il resto lo incassano le banche italiane. A sentire il peso maggiore sono i piccoli esercenti che per ogni transazione pagano l’1,32% di cui  lo 0,78%, va alle banche italiane.

In caso di attività stagionale c’è un aggravio di spesa del 50%. Ma fino a 5 euro le commissioni sono azzerate.

Per cifre superiori, invece, l’importo minimo parte da 50 centesimi.

Fino al 31 dicembre 2022 c’è stato un aumento dal 30% al 100%  sul credito d’imposta sulle commissioni. Fino al 30 giugno la regola valeva anche per l’affitto del Pos ma, la misura non è stata rinnovata

Esistono soluzioni alternative almeno sul pos, come l’acquisto  da privati ( evitando così di pagarne l’affitto e le spese di manutenzione).

E mentre ci abituiamo sempre di più ad uscire senza contanti (per svariati motivi , per esempio la paura di essere derubati) alcuni esercenti non mollano e così, la nostra unica alternativa di pagamento ( bancomat o la carta) potrebbe diventare il nostro incubo.

Se ci viene rifiutato il pagamento virtuale, dimostrarlo non sarà facile ma certamente possibile: raccogliamo prove, fotografando cartelli esposti o filmando il rifiuto alla cassa. Successivamente facciamo una segnalazione (con orario e indirizzo esatto del punto vendita) alla Guardia di Finanza o  alla Polizia locale.

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